INTERVENTO DELLO STATO E GOVERNO DELL'ECONOMIA

Il volume, pubblicato da Cedam nella collana Temi dell’impresa e della pubblica amministrazione diretta da Guido Alpa e Gianluca M. Esposito, analizza in prospettiva sistematica l’evoluzione delle forme di intervento dello Stato nell’economia, collocando politica industriale e programmazione economica al centro delle trasformazioni istituzionali, giuridiche ed economiche generate dalla globalizzazione, dall’integrazione dei mercati e dall’emersione di nuovi rischi sistemici. 

Dai modelli tradizionali di intervento pubblico allo Stato imprenditore 

Muovendo da una ricostruzione dei modelli tradizionali di intervento pubblico, l’opera ripercorre il passaggio dall’intervento diretto dello Stato — attraverso l’azienda autonoma e l’ente pubblico economico — al sistema delle partecipazioni statali e all’esperienza dello Stato imprenditore rappresentata dall’IRI, evidenziando la progressiva transizione verso forme più articolate e miste di presenza pubblica nei mercati. 

In tale prospettiva, la programmazione economica viene riletta come strumento razionale di governo delle trasformazioni, idoneo a operare quale meccanismo di indirizzo strategico e coordinamento in una governance multilivello, e dunque come sistema di regolazione preventiva del rischio. 

Società a partecipazione pubblica, privatizzazioni e golden power 

Particolare attenzione è dedicata alle società a partecipazione pubblica, esaminate nel contesto della crisi del modello tradizionale e della complessa stagione delle privatizzazioni, nonché alla transizione dallo Stato imprenditore allo Stato regolatore. In questa cornice, strumenti quali il golden power assumono una funzione strutturale di tutela dell’interesse economico nazionale. 

Partenariato pubblico-privato, ESG e Stato come stratega dello sviluppo 

Lo studio si estende alle forme collaborative di intervento pubblico, con particolare riguardo al partenariato pubblico-privato nei settori strategici delle infrastrutture, dell’energia, della sanità e della ricerca. La parte conclusiva affronta la sistemazione dei nuovi rischi sistemici e l’integrazione dei fattori ESG nella programmazione economica, delineando una concezione dello Stato come stratega dello sviluppo, capace di coniugare interesse economico pubblico e privato, sicurezza nazionale e apertura dei mercati.